Recensione di “Al nuovo gusto di ciliegia”

da | Apr 28, 2024 | Recensioni, Fantasy

Anni ’90, Hollywood, droghe, magia nera e… zombie! Queste sono le parole chiave per descrivere lo strano mondo in cui ci immerge “Al nuovo gusto di ciliegia” di Todd Grimson.

Scritto nel 1996 e adattato a serie TV su Netflix solo nel 2021, questo libro segue le catastrofiche vicende di Lisa Nova, attrice e aspirante regista di Los Angeles, che più volte ci viene descritta come la gemella della bellissima Nastassja Kinski.

Il libro

La trama ha premesse semplici, ma niente è come sembra: Lisa viene ingannata da un produttore e per vendicarsi decide – un po’ per sfida, un po’ per scherzo – di affidarsi ad uno sciamano, Boro. Lisa però non prende sul serio gli avvertimenti su di lui e le sue reali capacità, finendo così intrappolata in un perverso gioco di potere e morte.

Lo stile di Grimson è incredibilmente dettagliato, nel buono e nel cattivo. Non ci vengono risparmiati particolari cruenti o scabrosi, raccontandoci la storia come se la vedessimo da una telecamera indifferente. Il che non è il massimo per chi non ama questo tipo di dettagli, ma contribuisce a creare un’atmosfera di chic inquietante. Come una bellissima collana di diamanti, ma insanguinata.

Non si risparmia in dettagli neppure laddove non sono realmente necessari. Paragrafi e paragrafi per descriverci gli outfit di un personaggio, o per farci sapere di quale esatta tonalità è il cielo in tramonto di una scena! Tante parole futili, arricchite da vocaboli totalmente fuori contesto e che fanno perdere non solo la concentrazione al lettore, ma spezzano pure il ritmo della storia.

Il sole stava tramontando in un arancione ultravioletto fiammeggiante, con uno spettro di colori vividi e innaturali accompagnati da un vento risucchiante, che soffiava giornali a brandelli per le strade vicino all’indirizzo e faceva rotolare una lattina rossa e vuota di Coca-Cola oltre schegge di vetro rotto, policromo e dai riflessi vividi.

Tanti personaggi, ma…

Il libro è costellato da personaggi, ma pochi risultano davvero memorabili oltre a Lisa e Boro. Un sacco di nomi e cognomi spesso irrilevanti o che vengono nominati poche volte a centinaia di pagine di distanza, suscitando troppo spesso nella mente del lettore “Chi?”

Questo avviene anche con personaggi secondari più importanti e ricorrenti, per il semplice motivo che sono tutti poco caratterizzati oltre all’aspetto esteriore. Come scritto sopra, spesso sappiamo fin troppo bene cosa sta indossando quel personaggio, ma oltre a questo non ci viene data alcuna altra prova della sua personalità: i personaggi non hanno una loro voce.

In questo caso abbiamo pronto, per chi si diletta nella scrittura creativa, un nostro articolo che offre alcuni consigli su come gestire al meglio i personaggi secondari all’interno di un’opera.

E i principali?

La stessa Lisa pare indifferente, fin quasi agli ultimi capitoli, alle macabre vicende che la perseguitano, lasciandosi trasportare da un vento di droga e relazioni passeggere. Questo perché non ci viene quasi mai comunicato come Lisa si sente, cosa vuole fare e perché, ma ci viene appunto solamente mostrato, come se fosse un film. Il risultato è che le sue azioni appaiono spesso sconnesse e casuali, anche se, in realtà, sta solamente cercando di dimenticare tutto il male che la insegue, come se fosse solamente un brutto sogno.

L’unico personaggio costante – seppure nella sua follia – e veramente memorabile è Boro. Nel libro ci vengono spiegate le sue origini: deve i suoi poteri ad una mistica creatura sudamericana, con cui ha un discutibile legame, e che anche Lisa dovrà affrontare. Boro è potente e misterioso, la stessa Lisa teme che abbia più secoli sulle spalle di quanti ne dimostri e, soprattutto, non agisce per conto di nessuno.

Fa ciò che gli va quando gli va, solamente perché nessuno lo può fermare. Chi ci ha provato, ci viene mostrato nel libro, finisce per far parte della sua personale servitù zombie, se non cibo per essi. Boro non è propriamente malvagio: con le sue capacità potrebbe mettere in ginocchio Los Angeles intera, ma non ne ha l’interesse. Lui agisce seguendo i suoi istinti e desideri, seppur spesso questi siano un pericolo per gli altri, vivendo giorno per giorno.

Una conclusione inaspettata

Nella sua lunghezza, il libro riesce a trasmettere un senso di angoscia e rimorso, ma anche speranza. La mondanità di Lisa brutalmente interrotta dall’ennesimo colpo di Boro, l’alternarsi di amanti passeggeri per cui lei nutre sentimenti diversi e il triste destino di chi le sta intorno sono tutti passaggi che costruiscono un crescendo inquietante e opprimente. Il finale arriva di colpo, guadagnato e meritato, seppur reso agrodolce dall’ennesima vittima della maledizione di Lisa.

Segue poi un epilogo in cui vengono mostrati gli effetti delle azioni della protagonista e di Boro sugli altri, un dettaglio davvero interessante. Spesso in questo genere di storie ci viene mostrato solamente come il protagonista torna alla normalità, come il peggio sia passato e non possa che andare meglio, quando nella realtà sappiamo che non sempre finisce in questo modo.

Al nuovo gusto di ciliegia: 8/10

Le opinioni riguardo “Al nuovo gusto di ciliegia” sono contrastanti: o ti piace o lo detesti con tutta l’anima. Io personalmente l’ho apprezzato.

Nonostante tutti i difetti, le disavventure di Lisa alle prese con il suo malocchio mi sono piaciute. Il libro ti immerge a forza in questo abisso angosciante di macabro e sfortuna da cui sembra impossibile risalire ma che invece, per uscirne, bisogna andare ancora più a fondo. Ho apprezzato il forte contrasto tra lo scintillante e chiassoso mondo di Hollywood e la crude e oscure forze della magia sudamericana, tra il potere dei soldi e delle armi moderne e quello perduto e nascosto delle civiltà antiche; tra Lisa e Boro.

Mentre io recupero la serie TV – sperando non abbiano stravolto tutto come al solito – fatemi sapere nei commenti se lo avete letto e cosa ne pensate!

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Cactus

Classe 2001, programmatrice e scrittrice accanita. Amo il fantasy e l'horror, osservare le persone, raccontare storie e vivere le mie.

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