Recensione di “Figlia di sangue e rovina”

da | Feb 19, 2024 | Recensioni, Fantasy, Romantico

Sull’onda delle serie letterarie piene di fae e romance come “La corte di rose e spine”, “Il principe crudele” e “Crescent City”, presto sarebbero arrivate proposte anche dal Belpaese. Ne avevamo bisogno? Questo può dircelo solamente il futuro, ma per quanto mi riguarda la mia risposta è ancora incerta.

“Figlia di sangue e rovina” è un libro di Sofia Mazzanti, pubblicato nel 2023, ed è il primo della trilogia de “L’ascesa dell’ammazza-fae”. Ha avuto un gran successo su Instagram e simili promettendoci una nuova avventura in un mondo pieno di uomini intriganti dalle orecchie a punta. Come purtroppo sappiamo, non tutto ciò che ci viene mostrato con video brevi e dalla grafica accattivante è realmente di qualità.

Prima di iniziare devo avvertire che ci saranno alcuni spoiler e verrà menzionata la violenza sessuale.

Via con il libro

La trama è molto semplice. La protagonista è Eriel, discendente di un’antica stirpe di ammazza-fae, gli unici esseri umani con il potere di sterminare tutti i fae. Purtroppo però, gli stermina fae sono stati… beh, sterminati, o quasi. Eriel è l’ultima, in fuga da una vita per cercare di sopravvivere.

Fin dal primo capitolo scopriamo che Eriel si porta dietro dei profondi traumi, risalenti a quattro anni prima e legati ad uno stupro e uno sfregio subìto dai suoi aggressori. Un braccio è coperto da cicatrici e molte altre tappezzano il suo corpo, anche per via di numerosi combattimenti, mentre di notte rivive nel sonno l’incubo della violenza all’infinito. Da ciò, capiamo subito che odia il contatto fisico, e in generale è molto diffidente e schiva nei confronti di chiunque, soprattutto degli uomini, umani o fae che siano. 

O almeno finché non incontrerà i due bellocci di turno, Ardan (l’elfo, il good guy) e Raskael (il fae, l‘edgy guy). Sì, ce ne sono due, per avere più scelta come al supermercato, e per riproporre il tanto — poco — amato tropo del triangolo amoroso. 

Inoltre, per la maggior parte del tempo ci viene ricordato che Eriel è un’abilissima spadaccina e che fa faville con la sua spada dorata anti-fae, tanto da far venire gli occhi a cuore ai suoi pretendenti. Eppure, quasi ogni suo combattimento finisce puntualmente con lei ferita, svenuta o morente e tratta in salvo proprio dai suoi amanti magici. Forse Eriel ha più futuro come danzatrice con le spade?

Il tema della violenza sessuale

Senza fare troppi spoiler, riassumo dicendo che il libro è fin troppo superficiale su cose che andrebbero trattate con più delicatezza, a partire dalla violenza sessuale e tutto ciò che il trauma si porta dietro. Nel giro di poco — letteralmente tre mesi all’interno della storia —vediamo Eriel aprirsi e quasi completamente concedersi ad Ardan. Inoltre, nonostante lei tema il contatto fisico altrui, si lascia subito abbracciare da Varitan (un ragazzo umano che salvano dai fae) al suo primo incontro, appena dopo avergli raccontato tutte le sue disgrazie. Cosa che fino ad un paio di capitoli prima giurava che non avrebbe mai rivelato a nessuno — tranne Ardan, che ormai sa tutto — e di cui ora parla con naturalezza.

Ma posso accettare che ognuno elabori il trauma in maniera differente, e che fortunatamente la nostra Eriel sembri stare sempre meglio anche grazie alla compagnia del suo fidanzato perfetto Ardan.

Poi però tutto degenera quando lei si ubriaca. Per via di una missione di salvataggio e qualche incidente diplomatico, il gruppo si ritrova nel regno dei fae (quello da cui lei, ricordiamolo, scappa da una vita). Obbligata a partecipare ad una festa, beve del vino fatato e in un attimo diventa la più calorosa e libertina ammazza-fae che esista! Tanto da pomiciare con la regina dei fae (che la tiene prigioniera) e quasi finire a letto con Raskael, prima che sia lui a fermarsi.

E la cosa più sorprendente è che durante i giorni seguenti è quasi come non fosse accaduto nulla. Dalla protagonista non c’è reazione che vada più in là di “Non deve capitare mai più” e “Raskael ti odio“. 

Anche qui, ognuno combatte i propri traumi con armi diverse, ma mi pare forzato che lei li stia quasi sconfiggendo così facilmente. Soprattutto dopo averci impresso a tutti i costi nella mente che lei odia il contatto fisico, ha incubi ricorrenti di mani che la toccano e prova un forte desiderio di vendetta verso i colpevoli da ben quattro anni!

Le inconsistenze della trama

Un’altra inconsistenza nella trama sono proprio i colpevoli della sua aggressione. L’obbiettivo era quello di ucciderla perché non comprendevano i suoi poteri e ne erano spaventati. Peccato che il dio della città in cui Eriel e i suoi attentatori vivevano odia e combatte qualsiasi creatura non umana, e lei è l’ammazza-fae. Sarebbe dovuta apparire più come un messia, invece no. Tra l’altro, anche sua madre era un’ammazza-fae, e i suoi avi prima di lei, quindi perché se la sono presa solo con Eriel? L’autrice ci fa capire che la protagonista si pone le stesse domande — a cui non riceverà risposta perché ovviamente non ce ne sono, dato che non ha senso — e svia subito l’argomento:

«Basta così?» sibilò. «Mi stai trattando come se la colpa di tutto questo
fosse mia? Sono io quella che è stata venduta, violentata e sfregiata.»
Lui scosse il capo e si sfregò gli occhi. «Cosa avremmo dovuto fare? Per
la gloria di Tiwar! Tu… quei poteri… insomma, non sapevamo come
comportarci con te. È una cosa che…»
Eriel dischiuse le labbra per ribattere, poi le serrò in una linea dura e
rimase in silenzio per qualche istante. Quelle parole non avevano alcun
senso. Non lo avrebbero avuto in nessun luogo, in nessun altro tempo.
«Stai cercando di darmi dell’abominio, padre?» Batté un pugno sul
tavolo. «Gli ammazza-fae sono nella nostra famiglia da sempre, almeno
stando a quello che mi hai raccontato da piccola. E questa è Adris, per tutti
gli dèi. La città meno tollerante con le creature in tutta Midaran. Avrei
potuto esservi utile, nel caso davvero temeste una guerra o che altro.»
«Sii rispettosa, figlia. Non esistono altri dèi.»

Tra inconsistenze e plot twist prevedibili (spoiler: Ardan il fidanzato perfetto non è così perfetto e aveva un piano per lei), si aggiunge ai difetti anche una mancanza di descrizioni. Luoghi, personaggi, oggetti, tutto risulta anonimo e annacquato in una brodaglia di fantasy che non sa né di magico né di romantico. Inoltre, è tutto molto stereotipato (l’ultima prescelta, il belloccio misterioso ma buono, il belloccio meno misterioso e meno buono, la regina cattiva), e forse a tratti troppo simile ad altre opere più famose.

Figlia di sangue e rovina: 4/10

Sbirciando online, ho scoperto che il libro venne scritto in realtà nel lontano 2012, probabilmente quando Wattpad andava forte e Tumblr era ancora più usato di Instagram, ed è stato solo recentemente rivisitato e riscritto. Questo spiegherebbe la presenza di così tanti cliché del romantasy che ormai sanno di vecchio pure per questo genere così fresco, a partire proprio dalla scena dell’amoreggiamento ubriaco con Raskael. Una scelta che mi fa storcere il naso, soprattutto in una storia che vuole parlarmi di violenza sessuale. 

In conclusione è un libro scorrevole, leggero — anche se non dovrebbe esserlo, dati gli argomenti portati — e forse era meglio se restava nel 2012.

Voi l’avete letto?

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Cactus

Classe 2001, programmatrice e scrittrice accanita. Amo il fantasy e l'horror, osservare le persone, raccontare storie e vivere le mie.

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