Red Rising, Esordio di una delle Migliori Serie di Fantascienza.

da | Mag 12, 2024 | Recensioni, Fantascienza, Fantasy

Red Rising, di Pierce Brown, è il primo romanzo di un’omonima serie di fantascienza ambientata in un lontano futuro distopico in cui l’umanità ha ormai colonizzato tutto il Sistema Solare ed è in possesso di incredibili tecnologie, ma i frutti di questa grandiosa espansione non sono per tutti da cogliere. Gli Oro, coloro che hanno fondato la Società sconfiggendo i governi terrestri, hanno instaurato un regime di Caste organizzate in base al colore, e si sono posti in cima alla piramide. Sotto di loro, suddivisi per le proprie caratteristiche e funzioni, ci sono gli altri colori, e il più infimo di tutti è il Rosso.

Il protagonista di questa storia è Darrow di Lykos, un marziano, che è nato e cresciuto in una miniera situata a decine di chilometri di profondità dalla superficie inabitabile del pianeta rosso. Come il pianeta sul quale è nato, anche lui è Rosso, e in quanto tale il suo ruolo è scavare nelle viscere della terra, con l’obiettivo di raccogliere quanto più Elio-3: la preziosissima risorsa grazie alla quale sarà possibile terraformare la superficie e renderla finalmente abitabile. Questo è quanto gli è stato insegnato, la verità con la quale è cresciuto e vissuto, accettando e sopportando l’ardua vita in miniera. Ma la realtà è ben diversa.
Quando Darrow capirà di non essere altro che vittima di un sistema che opprime e schiavizza i suoi simili, deciderà di vendicarsi degli Oro che per secoli hanno schiacciato tutti i Colori, e soprattutto cercherà vendetta contro chi gli ha strappato le poche gioie della sua semplice vita.

Analisi e Valutazione: i Pregi e i Difetti di Red Rising

Senza aggiungere altro per evitare di fare spoiler, proseguiamo con una valutazione di questo scritto, mettendone in evidenza i punti di forza e le debolezze.
Iniziamo dallo stile di scrittura. Questo romanzo è scritto in modo tagliente, secco, asciutto – persino un po’ troppo. Spesso i periodi paiono amputati a metà, frammentati, e capita non di rado di imbattersi in frasi di una sola parola. Ciò detto, col tempo ci si abitua a questa secchezza, tanto da arrivare perfino ad apprezzarla: favorisce, in un certo senso, velocità nella lettura, un’immediatezza tale da farci quasi sentire nella testa di Darrow – del quale seguiremo un POV in prima persona – e saremo in grado di leggere in tempo reale i suoi pensieri, perfino quelli meno raffinati.

Avendo letto io stesso alcune recensioni di questo romanzo, ho incontrato due tendenze di pareri, e non mi trovo d’accordo con nessuna delle due: ci sono coloro che lanciano questo romanzo nella stratosfera, ponendolo nell’Olimpo della letteratura; e quelli che lo flagellano di critiche – alcune delle quali assolutamente giuste e condivisibili, mentre molte altre proprio non lo sono. Ma a cosa faccio riferimento? Mi chiarisco subito.

  • Il nostro “amato” Darrow, è davvero scritto tanto bene o tanto male?
    Prendiamo in considerazione la cosa da un semplice punto di vista di scrittura – accantoniamo il gusto, per il quale possiamo apprezzare o meno qualunque cosa ci aggrada. In questo caso tocca ammettere che il nostro protagonista non sia il migliore dei personaggi, nemmeno all’interno della sua stessa storia. Mi rendo conto che una simile affermazione possa scoraggiare, ma non mi si fraintenda: Darrow è comunque un personaggio più che accettabile, con tanto spazio per crescere – in retrospettiva, posso assicurare che lo farà. Una seconda critica nei suoi confronti sta nel fatto che sia un “ragazzo d’oro” (pun intended) e in questo caso mi dico concorde. E’ troppo dannatamente figo, troppo bello, troppo intelligente, troppo veloce. In questo caso si tratta sicuramente di una mia preferenza, mi rendo conto, ma Darrow è davvero troppo bravo in tutto quello che fa, specialmente perché non dimostra veri difetti. Sì, è un personaggio comunque imperfetto, ma soltanto nel suo cuore, non nelle sue azioni o capacità. Che dire? Immagino che io abbia un debole per gli sfavoriti, anche se, in questo caso, essi compongono il pinnacolo dell’evoluzione umana.
  • L’inizio del romanzo sembra aver lasciato segnati molti lettori, principalmente a causa di uno sconfortante ammontare di nuovi termini inventati dall’autore che ci tocca imparare. La cosa in sé non mi spaventerebbe, è Fantasy-Fantascienza dopotutto, ma in questo caso particolare io stesso mi sono sentito lievemente sopraffatto: ci sono decine di termini che ci vengono scagliati addosso nel giro di pochissime pagine. Capisco il worlbuilding, e lo amo, ma non così; mi piace avere il mio tempo con le cose, così che io ci possa familiarizzare, farle mie, e godermele! Detto questo, il mondo mi ha intrigato perlopiù con ciò che non c’è, almeno non in piena vista: la roba veramente figa. Adoro i temi, le cariche, e altro d’ispirazione Romana – sorrido dalla contentezza quando leggo di vecchie cariche e ruoli convertiti e modernizzati per questa società del futuro: Imperatori, Sorveglianti, ecc., ecc. Quante cosa affascinanti! Ma anche ciò che c’è non è male, è soltanto meno. E’ bella l’interpretazione di Pierce Brown circa le classi sociali legate ai colori, ed è presentata bene. Però, oltre a questo, se si dovesse prendere il mondo stesso in analisi… esso risulterebbe un po’ insipido, insapore. Questa Marte del futuro è bella, ma pare finta e priva di vita.
  • La storia. Come forse avrete immaginato e capito, non si tratta di nulla di completamente mai visto – c’è anche da ammettere però che al giorno d’oggi è probabilmente impossibile inventare qualcosa di interamente nuovo. Per questo motivo, mi permetto di dire che Pierce Brown ha raggiunto con successo l’obiettivo che si era prefissato: la sua storia di rivolta degli oppressi funziona, proprio come il suo mondo, e i personaggi – anche se alcuni mancano un po’ di cuore – tutto sommato non sono da meno. Una nota onorevole va dedicata dunque a Pax e, soprattutto, a Sevro “l’uomo-lupo” – questi due personaggi sono gli unici due ad avere davvero fatto breccia nel mio cuore.

Tirando le somme

Se avete apprezzato Hunger Games, è quasi certo che Red Rising non sarà da meno – almeno in questo suo primo capitolo, che condivide con la saga della Collins almeno due aspetti rilevanti. In secondo luogo, per godersi la lettura, bisogna prepararsi a una storia di vendetta, caratterizzata dal desiderio di alzarsi dal fango, e dalla perseguimento di una migliore “giustizia sociale” – anche se quest’ultimo punto non sarà così facile da ottenere, ve lo posso assicurare. Complessivamente, si tratta di una lettura altamente godibile – che io personalmente mi sono divorato in un giorno e mezzo: che sia questa la mia raccomandazione.

Spero che questa recensione vi sia piaciuta e possa essere stata d’aiuto. Detto questo, ci sentiamo per il secondo libro: Golden Son. Lì sì che ci sarà da divertirsi!

<a href="https://www.edizioninovilunio.it/author/axel-mp/" target="_self">Axel M. P.</a>

Axel M. P.

Studente di Scienze della Comunicazione, amante della Letteratura e del Cinema, che punta a diventare autore a tempo pieno. Che faticaccia...

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