A noi di Novilunio le sfide piacciono. Nonostante in campo letterario non ce ne siano parecchie, ne abbiamo trovata una perfetta per noi: quella lanciata da M. Maponi sul suo blog personale, in cui invoca dal pubblico recensioni con elementi critici. Inoltre conoscevamo già l’autore dopo aver recensito un’altra sua opera del 2024, Un affare per orecchie a punta, che ci aveva sorpreso in positivo. Dunque ci siamo messi all’opera, e abbiamo scelto di parlarvi della novella Questo continuo scavare, edita Delos Digital nel 2025.
Un Viaggio nel Surreale…
Il racconto di Maponi si apre con l’arrivo del protagonista a Hong Kong: all’ospedale l’attende l’amata Fen “immersa” in un coma psichedelico, coi genitori di lei che si aspettano un intervento risolutivo per riportarla tra loro. Il protagonista Alex si immerge a sua volta, a malincuore, per tentare l’impresa disperata.
Nonostante la traversata surreale che il protagonista si ritrova ad affrontare, tra deserti di cenere e titani infuriati, la trama rimane lineare, e i colpi di scena arrivano principalmente dalle interazioni attraverso cui il protagonista e Fen parlano del proprio passato, dei propri traumi e delle proprie debolezze.
I due protagonisti sono la punta di diamante del racconto: il loro rapporto è dolorosamente realistico (inclusi i ricatti morali e i coping mechanisms tipici di una relazione tossica e irrecuperabile) e ci ha trascinati nel loro torbido e traumatico tentativo di affrontare un passato che entrambi hanno fatto di tutto per dimenticare. Non è facile stare dalla parte di questi personaggi (anche a causa della gravità degli eventi che hanno subito, i quali fortunatamente non abbiamo mai avuto modo di sperimentare in prima persona), che spesso mostrano i loro lati più meschini e manipolativi.
Ci ha particolarmente colpito la cura dei dettagli, soprattutto nelle interazioni con i genitori di Fen: la madre che le applica il trucco nonostante quella sia in coma, Alex che fatica nel comunicare nella loro lingua madre, le aspettative di una cultura tipicamente asiatica che si scontrano con sistemi di valori diversi.
Una storia breve ma splendidamente raccontata, i cui punti di forza (la prosa avvincente e mai banale, la risoluzione tematica perlopiù azzeccata e il forte simbolismo) non mancheranno di catturarvi.
…con qualche deviazione
Ciò detto, la novella non è immune da problematiche.
La più grande è senza dubbio la classificazione di genere: la pagina dell’editore la etichetta come “fantascienza” e per di più nella collana “Dystopica”, eppure non ci sono elementi fantascientifici né distopici nella storia, che per la maggior parte si svolge negli ambienti surreali e oltremondani dell’inconscio collettivo. Ci è sembrato più un fantasy contemporaneo, un weird o addirittura un retelling moderno del mito Orfeo ed Euridice, ma forse per ragioni di marketing presentarlo come tale non risuona con il tipico pubblico a cui la casa editrice punta.
L’elemento “fantascientifico” (o weird, o sovrannaturale, non è ben definito) fa solo da cornice al rapporto fra i due personaggi. L’intento dell’autore è chiaramente quello di mettere su pagina un certo numero di tematiche, ma ci aspettavamo qualcosa di più sostanzioso sul fronte fantascientifico e più focus sull’elemento della coscienza collettiva che viene invocato solo di passaggio.
La seconda è puramente soggettiva e per alcuni lettori potrà essere addirittura un pregio: l’autore fa un uso molto sapiente di analogie, metafore, descrizioni e simboli per ornare una trama fondamentalmente scarna, il cui vero sviluppo si riassume in un confronto tra i due protagonisti. Gli eventi importanti sono tutti nel passato, e al presente è lasciato molto meno spazio. Il protagonista compie una crescita interiore puramente riflessiva, e l’unica scelta che è davvero chiamato a compiere è proprio sul finale.
Non siamo sicuri di aver colto tutte le metafore (ad esempio, cosa simboleggiavano le aragoste?) ma il bello della letteratura è che ognuno può cogliere i propri significati e Questo continuo scavare sembra un libro che si presta molto a interpretazioni libere.
Parliamo delle tematiche
Questo continuo scavare è prima di tutto una novella introspettiva e psicologica, carica di simboli, allegorie e significati che dietro l’onirico suggeriscono tensioni ben più grandi di un rapporto incrinato. Dal lutto al raccogliere le macerie di una relazione ormai distrutta, dalla fuga dalle responsabilità al patriarcato, i temi di questa storia sono i veri personaggi secondari (talvolta addirittura incarnati negli elementi che Fen e Alex incontrano) e li mettono costantemente di fronte alle proprie mancanze.
Purtroppo però non tutte queste tematiche vengono approfondite del tutto; ad esempio il conflitto interiore di Alex con la sua identità di padre non viene davvero risolto: la storia si conclude senza che abbia portato a compimento una riflessione o una decisione sul suo ruolo paterno (passato o futuro). Il lutto che accomuna i due personaggi, inoltre, è un trauma troppo grosso per essere risolto in una vicenda così breve, e non è chiaro come Alex e Fen riescano a superare questo peso condiviso.
Una tematica che ci è particolarmente vicina (ed è quanto mai attuale) è quella della nostalgia e del lutto verso il futuro che poteva essere e in questo libro, soprattutto nel rapporto fra i due protagonisti, si sente molto.
Per concludere…
Questa novella fa al caso vostro se cercate un Murakami o un Paprika italiano con la testa sulle spalle, che mette un significato reale dietro a ciascuno dei simboli che introduce e non lascia nulla al caso. Se invece preferite altri tipi di fantascienza, Questo continuo scavare potrebbe non lasciarvi davvero soddisfatti. A causa dei temi, sconsigliamo di avvicinarvi a questa storia se state attraversando un periodo emotivamente difficile.
Se volete sapere di più su M. Maponi, sulla sua visione creativa e sulle sue prossime uscite, non perdetevi la nostra intervista nel prossimo numero della Chimera, in uscita a fine maggio!
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