Golden Son: recensione di un romanzo straordinario

da | Giu 25, 2024 | Recensioni, Fantascienza, Fantasy

Golden Son è il sequel ideale per affermare Red Rising come una delle migliori Space Opera di tutti i tempi

Con Golden Son Pierce Brown eleva la propria serie di fantascienza al prossimo livello: la trama brilla di nuova vita e la prosa migliora nettamente rispetto al primo libro. Nel corso della recensione evidenzierò i notevoli punti di forza di questo scritto, ma farò presente anche le sue debolezze. Per farlo, coprirò alcuni aspetti della trama – darò per scontato che gli eventi di Red Rising (di cui potete leggere la recensione qui) siano noti – mentre mi terrò quanto più spoiler free possibile per quanto riguarda Golden Son – è una lettura troppo accattivante perché ve la possa rovinare!

La Trama

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Il mondo, i problemi, e le sfide che Darrow dovrà affrontare crescono più vasti e complessi, e questa è una delle cose migliori per le quali si poteva sperare. La trama stessa è nettamente più interessante rispetto a quella del primo libro – il quale, anche se aveva fatto tutto bene, mancava un po’ di originalità. Adesso è tutto molto più coinvolgente: il mondo, gli intrighi, i personaggi, l’azione! E anche se è ancora possibile prevedere qualcosina qua e là, il resto è un’avventura mozzafiato.

Diplomatosi all’Istituto, Darrow è diventato un Senza Pari – il meglio del meglio che gli Oro abbiano da offrire – e in seguito alla sua adozione presso il casato della sua nemesi, Nero au Augustus, ha dovuto continuare a rendersi indispensabile e mostrarsi degno di fiducia, così da potere proseguire la sua missione per infiltrarsi nei ranghi più alti degli Oro e aiutare i Figli di Ares nei loro piani di rivolta. Ma il suo astro nascente sembra aver superato il suo momento di massimo splendore: all’Accademia dove ha passato gli ultimi anni a imparare come governare navi da guerra e ha ottenuto costantemente risultati stellari, viene gravemente battuto durante la prova finale.

Colpito nell’orgoglio, Nero è pronto ad abbandonare Darrow – sotto il suo casato non c’è spazio per i secondi, soltanto i primi – e questo segnerebbe la sua fine, ma il protagonista di questa storia non è di certo fatto per mollare… Così Darrow dovrà trovare un modo, e anche piuttosto alla svelta, per legarsi a Nero e a tornare nelle sue grazie. E quando l’occasione gli si presenterà, per quanto estremamente rischiosa, ci sarà solo un istante per decidere cosa fare: successo o rovina lo attendono?

In seguito a una rapida e vertiginosa escalation, Darrow si ritrova coinvolto in una guerra aperta. Ma non è la guerra che si era immaginato ai tempi dell’Istituto, né quella che i figli di Ares si aspettavano, bensì una guerra civile fra Oro, il cui fine ultimo è il dominio sul quanto di più prezioso nel Sistema Solare: Marte, e le sue sconfinare riserve di Elio-3.
Combattendo fianco a fianco con i suoi nemici giurati, Darrow farà l’impossibile per assicurarsi che l’uomo che ha ucciso sua moglie diventi Re del suo pianeta natale, ma perché questo accada dovrà prima sconfiggere i valorosi combattenti dei Bellona – i secondi signori più potenti di Marte – e le terribili forze del Nucleo governato da Octavia au Lune – Sovrana di tutta la Società.

I Personaggi

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Oltre alla storia dal ritmo a rotta di collo e il susseguirsi di sconvolgenti colpi di scena, anche i personaggi della vicenda crescono, sia d’età che complessità. Darrow in particolare ne è un meraviglioso esempio, dal momento che, un passo alla volta, si sviluppa in un personaggio più definito, completo, e dunque più interessante rispetto a quello che abbiamo conosciuto durante Red Rising. Ciò detto, non penso che Darrow abbia ancora raggiunto il suo pieno potenziale e c’è ancora ampio margine per farlo crescere.

Si può dire qualcosa di simile anche per il resto del cast: complessivamente migliorato – fosse anche solo perché passiamo più tempo con loro – ma, eccezion fatta per alcuni amabili fuoriclasse, i personaggi secondari sono poco approfonditi, privati di alcuni momenti invece necessari al loro sviluppo. Parte di questo problema si può attribuire probabilmente alla forma stessa del romanzo, narrato in prima persona presente, ma pur sempre un problema rimane. Difatti questo è probabilmente il punto di maggiore fragilità dell’opera in generale, e per quanto non si tratta assolutamente di una situazione drammatica è giusto riconoscerne le mancanze.

Il Worldbuilding

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Se Red Rising era sembrato un po’ asettico, ancora incerto della propria identità, Golden Son ci si avvolge dentro e ne fa bandiera. Il mondo si espande e si arricchisce di nuovi dettagli, e l’esperienza di lettura ne trova un grande, necessario giovamento.

Non più intrappolati fra le “mura” dell’Istituto, la guerra civile ci fa viaggiare per Marte, facendocela conoscere meglio, e ci accompagna anche in altre location del Sistema Solare, come la capitale della Società – Luna – oppure su Europa – dove il leggendario Cavaliere dell’Ira Lorn au Arcos ha cercato di ritirarsi dalle scene… Ma il conflitto ci permette anche di vedere da vicino la macchina da guerra che è la Società, le sue faide, gli antagonismi, le ipocrisie.

Nuovi Colori ci vengono presentati o approfonditi, in particolar modo i temibili Ossidiana, con la loro cultura barbara e bellicosa forgiata sulla base della mitologia norrena. Apprendiamo di più sul loro conto, la loro storia, e sulle loro forze d’élite: i micidiali Marchiati. Scopriamo di più anche sul conto dei talentuosissimi piloti Blu, mezzi cyborg sempre connessi alle astronavi che governano – complice l’introduzione di battaglie navali fra le orbite in fiamme dei pianeti.

Complessivamente le tecnologie si fanno più fantasiose e ardite, sia per armamenti che non, permettendoci finalmente di immergerci a pieno in questa epopea fantascientifica. E tra le introduzioni più gloriose merita una menzione speciale la Pioggia di Ferro: un brutale bombardamento orbitale di carne e metallo, in cui truppe d’élite vengono sparate con capsule speciali a velocità folle dalle navi da guerra contro la superficie dei pianeti per dare il via ad attacchi su vasta scala o vere e proprie invasioni. Quando viene indetta una Pioggia di Ferro caos e carneficina sono assicurati.

Prosa, Struttura, Ritmo

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Come anticipato, è notevole il miglioramento della prosa di Brown: non è che prima fosse brutta, ma Red Rising era fin troppo asciutto e dritto al punto, mentre Golden Son riesce a costruire uno stile a tutto tondo a partire da quell’anima cruda e tagliente della scrittura alla quale ci aveva abituati Pierce Brown. All’interno di questo libro sono numerose le sequenze d’azione al cardiopalma, le battaglie dall’esito incerto, i duelli di intelletto pieni di colpi di scena, e il tutto è presentato in modo decisamente efficace.

Anche se si tratta di una lama a due facce, uno dei punti di forza di Golden Son è il suo ritmo: è come una corsa frenetica che non si ferma quasi mai, che anzi cresce di velocità e intensità con l’avanzare del racconto, lanciandoci addosso eventi di proporzioni incrementali di volta in volta. Questo rende la lettura un’esperienza intossicante: staccarsi o smettere di pensarci è impossibile, inconcepibile. Golden Son ci lascia col desiderio costante di volere sempre di più, ansiosi di ricevere risposte, di scoprire gli sviluppi della trama e le sue sovversioni. E questo è dannatamente divertente.

Una preoccupazione legittima potrebbe quindi essere il temere l’arrivo di un “punto di non ritorno” oltre al quale non si può più avanzare: il ritmo non può farsi più incalzante, gli eventi non possono diventare ancora più incredibili, e tutto va in tilt. Sei sovraccarico. Ma Golden Son si prende questo rischio e riesce magistralmente a stare dalla parte giusta del baratro, concedendo il giusto respiro al lettore quando questo ne ha più bisogno, solo per toglierglielo subito dopo in una danza dal perfetto equilibrio.

Pensieri in Chiusura: Tiriamo le Somme

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I più grandi punti di forza di Golden Son: il ritmo, la trama accattivante, alcuni colpi di scena particolarmente memorabili, e l’azione dall’alto dinamismo e intensità. Una menzione onorevole tocca farla per l’Uomo, il Mito, la Leggenda, Sevro – uno dei personaggi secondari più divertenti e amabili di sempre, anche se squilibrato. Anche a suo padre, Fitchner, è un grandissimo – quando avrete letto, capirete. E lo Sciacallo, Adrius au Augustus; un antagonista glaciale e ferale, che con la sua mera presenza sulla pagina riesce a causare la pelle d’oca.

Le più grandi debolezze: Nessuna. Ah! Beccate…
Battute a parte, ritengo che Golden Son non abbia veri e propri difetti, nessuno grande o particolarmente debilitante, ma resta vero il commento fatto in precedenza: metà del cast secondario fa effettivamente parte di una bolla di personaggi sottosviluppati e insufficientemente caratterizzati, il che è comunque un problema, seppur minore…
E attenzione, anche se Darrow è migliorato rispetto a Red Rising non è ancora perfetto, tutt’altro. Concedetemi però una piccola rassicurazione dal futuro: Darrow si affermerà come un eccellente protagonista e lascerà il segno nella letteratura di Fantascienza e nel Fantasy.

In conclusione, Golden Son è un romanzo eccezionale anche se imperfetto, poiché riesce a risplendere grazie ai suoi molteplici e validissimi punti di forza – di gran lunga maggiori rispetto alle piccole ombre proiettate da qualche difettuccio sparso. Soprattutto – e questo non lo dirò mai abbastanza – è una lettura estremamente divertente. Cosa può esserci di meglio?
9/10
– Alla prossima: Morning Star attende!

Recensione Red Rising: “Red Rising”, Esordio di una delle Migliori Serie di Fantascienza. – Edizioni Novilunio

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Axel M. P.

Studente di Scienze della Comunicazione, amante della Letteratura e del Cinema, che punta a diventare autore a tempo pieno. Che faticaccia...

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