7 libri fantasy attorno al mondo: qualche consiglio di lettura

7 libri fantasy attorno al mondo: qualche consiglio di lettura

Se avete letto i miei articoli, sapete che mi piace spaziare con i generi e gli autori, e provare libri che provengono da culture diverse. Ho quindi provato a stilare una piccola lista di libri fantasy scritti da autori e autrici non anglofoni e tradotti in italiano.

Un tour in Francia

Anche se noi italiani abbiamo un po’ di antipatia per i francesi, dobbiamo ammettere che sanno scrivere libri fantasy e ci sanno fare anche con il worldbuilding.

Un ottimo esempio è la Saga dell’Attraversaspecchi di Christelle Dabos, in lingua originale La Passe-Miroir. La saga è composta da quattro volumi, il primo dei quali è stato pubblicato nel 2013, e racconta le vicende della protagonista Ofelia, una ragazza dotata di due doni assolutamente speciali: attraversare gli specchi e leggere il passato degli oggetti. Il worldbuilding è la parte che mi ha colpito di più della saga: dopo la Lacerazione che ha distrutto il vecchio mondo, l’universo è composto da ventuno arche, isole che galleggiano nei cieli, ognuna governata da uno spirito di famiglia.

Un altro libro fantasy con un worldbuilding interessante è Il Sangue della Città di Guillaume Chamanadjian. Ambientato nella città di Gemina, immensa e sovrappopolata, ricca di vino e musica, l’autore fa un ottimo lavoro nel farci immergere nell’ambientazione. Fra i vicoli di Gemina si muove Nox, cantastorie e garzone della più ricercata bottega gastronomica. È stata una bella lettura, un low fantasy come piacciono a me, nonostante un inizio un po’ ostico in cui ammetto di aver fatto fatica a capire la struttura della società. Tanti luoghi e personaggi particolari, ma sicuramente molto evocativi!

Una tappa nell’est Europa

Come non nominare Vita Nostra degli autori ucraini Maryna e Serhij Djačenko? Un libro singolare che sfugge a ogni categorizzazione. Vita Nostra è un dark fantasy che combina elementi psicologici, filosofici ed esistenziali. Quando la protagonista Saška viene obbligata a iscriversi all’Istituto di Tecniche Speciali, capisce subito che non è una scuola come le altre: i libri risultano incomprensibili e gli insegnanti sono crudeli. Il tema delle scelte è molto forte e questo romanzo di formazione indaga i misteri dell’esistenza.

Spostandoci invece in Russia, non posso che consigliarvi Il Ciclo dei Guardiani dell’autore Sergej Luk’janenko. Ambientato nella Mosca post-comunista, dopo millenni di lotta le forze delle Tenebre e quelle della Luce hanno stretto un patto che le obbliga a non prevalere mai l’una sull’altra. Ci troviamo davanti a un urban fantasy in cui sono presenti vampiri, maghi, mutaforma… e tanti altri.

Storie dall’America Centrale

Passando per il Messico, dobbiamo assolutamente parlare di Silvia Moreno-Garcia, autrice di moltissimi romanzi acclamati dalla critica. Gli Dei di giada e ombra è sicuramente uno di quelli che ha catturato la mia attenzione: una storia ispirata alla mitologia Maya, ambientata nel Messico degli anni Venti.

La storia della protagonista, Casiopea Tun, inizialmente è un po’ come quella di Cenerentola: costreta a occuparsi della dimora del ricchissimo nonno e a subire le angherie del cugino, Casiopea sogna da sempre una vita diversa. E l’occasione perfetta arriva quando Casiopea apre per errore un baule di legno custodito nella camera del nonno, liberando lo spirito di Hun-Kamé, dio maya della morte.

Questo libro per me è stato un piccolo viaggio nella mitologia Maya e nella cultura del Messico. Silvia Moreno-Garcia sceglie uno stile quasi fiabesco per raccontarci la sua interpretazione.

Su fino in Svezia

L’anello rubato di Selma Lagerlöf è la storia di superstizioni, fantasmi vendicativi, di un anello rubato da una tomba che passa di mano in mano portando la propria maledizione a chiunque lo possegga. La storia sembra tratta dal folklore tramandato oralmente, raccontata come se stessimo ascoltando qualcuno che la narra davanti a un fuoco.

Non posso fare altro che consigliarvela, soprattutto se siete interessati al tema centrale dell’opera: l’amore come l’unica forza che si contrappone al male.

Ultima tappa: Corea del Sud

Il cuore dei naga è un fantasy dell’autore coreano Lee Young-do, primo libro della saga de L’uccello che beve lacrime. Un fantasy molto particolare, perché si ispira alla mitologia e alla tradizione sudcoreana. Un viaggio alla scoperta di un mondo complesso e immenso, pieno di sorprese e sempre affascinante. Sicuramente non una lettura facile! Il libro non è ricco di azione, anzi richiede la nostra attenzione, ma ne vale sicuramente la pena, anche per scoprire tutte le creature che abitano questo mondo così grande: i possenti rekon, volatili umanoidi alti tre metri; i dispettosi tokkebi, capaci di governare il fuoco; i naga, esseri semimmortali che vivono al di là del confine…

In conclusione…

Quali di queste letture vi ispira di più? E quali conoscevate già? Io continuo la mia ricerca di libri che vengono da ogni angolo del mondo. Fatemi sapere cosa ne pensate con un commento!

Saltblood, sangue salmastro: la recensione del romanzo di Francesca De Tores

Saltblood, sangue salmastro: la recensione del romanzo di Francesca De Tores

Se avete letto la mia recensione di Fathomfolk ricorderete che NeoN Libri, la nuova imprint di Edizioni E/O, ha deciso di investire sulla piattaforma NetGalley per la distribuzione di Advanced Reader Copy digitali. Lo staff di NeoN Libri è stato gentilissimo e mi ha concesso la copia in anteprima di Saltblood di Francesca de Tores, in uscita in Italia il 4 settembre.

Iniziamo quindi con la recensione! Ma vi avverto, ci aspetta un lungo viaggio per mare.

Un romanzo storico ambientato durante l’eta d’oro della pirateria

Saltblood è un romanzo storico e narra le vicende della piratessa Mary Read, che insieme ad Anne Bonny e Calico Jack è una delle figure più conosciute del periodo d’oro della pirateria. Se avete visto Black Sails ve li ricorderete sicuramente!

Il libro cerca di rimanere fedele alla figura storica di Mary Read. Francesca De Tores, infatti, conferma di aver fatto molte ricerche e lascia tantissime fonti interessanti nelle note finali — che andrò sicuramente a spulciare, visto il mio rinnovato interesse per i pirati!

Nata povera e orfana di padre, Mary viene cresciuta dalla madre come un maschio, per prendere il posto del fratellastro Mark, morto ancora bambino, e assicurarsi la rendita della nonna paterna. In seguito Mary decide di arruolarsi in marina, travestita da uomo, e dopo aver combattutto nelle Fiandre, una serie di scelte la portano a bordo della nave del pirata Jack Rackham.

Francesca De Tores ci racconta una storia appassionante con il suo stile meraviglioso e impeccabile, senza distaccarsi dalla realtà storica. Le descrizioni sono immersive e ci trasportano prima nei campi di battaglia delle Fiandre, poi nei mari cristallini dei Caraibi. Saltblood è sicuramente tante cose, oltre a essere un romanzo storico: una storia d’amore, un’avventura, una ricerca di identità e libertà.

I personaggi

Sono tanti i personaggi che si affacciano dalle pagine di questo romanzo, e i più importanti sicuramente Anne Bonny e Jack Rackham, alias Calico Jack.

Anne è un personaggio chiave nella storia raccontata da Francesca De Tores e speculare a Mary. Irlandese, dai fieri capelli rossi, viene anche lei cresciuta come un maschio e quando il padre le togli l’eredità si fidanza con un marinaio, James Bonny. Mary, che fatica a capire appieno la propria identità, si sente subito compresa da Anne e le due donne sviluppano un legame molto forte.

Qualcosa in più su Mary e Anne
Il legame fra Mary e Anne parte con lentezza e con il tempo si trasforma in una storia d’amore travolgente. Ho apprezzato molto le scene sulla spiaggia in cui le due donne iniziano a stringere amicizia e Mary si rende conto lentamente di provare attrazione per Anne. Non è l’unica storia d’amore del libro, ma sicuramente quella su cui l’autrice si è concentrata di più.

Jack è il personaggio che mi ha colpita di più. Con il suo carisma, mi è rimasto nel cuore. Il suo rapporto con Mary è di profonda amicizia e stima e ho amato che non ci fosse gelosia di nessun tipo da parte di Jack.

Cosa non mi ha convinta

Nessun libro è perfetto, e Saltblood non fa eccezione. Alcuni punti infatti non mi hanno convinta del tutto. Il romanzo è spesso ripetitivo, soprattutto nella prima parte. Ad esempio la confusione della protagonista, che fatica a trovare la sua identità, ci viene ripetuta fino allo sfinimento. Questo però non mi ha impedito di godermi la lettura.

Inoltre, vorrei fare una piccola considerazione personale: mi è dispiaciuto non vedere una relazione poliamorosa fra Mary, Anne e Jack. Le premesse c’erano tutte! Sia Mary che Anne sono attratte anche dagli uomini, ed entrambe si dichiarano incinte quando vengono catturate. Da un lato capisco che l’autrice abbia voluto concentrarsi sulla storia fra Mary e Anne, d’altra parte questo ha portato a un plot twist che non mi è piaciuto molto.

Uno spoiler sul finale
Uno spoiler sul finale del libro. Come dicevo, l’autrice ha usato un plot twist che non ho apprezzato molto: prima di essere catturata, Mary pensa di essere incinta, anche se non capisce come sia possibile, dato non è stata con uomini negli ultimi mesi. Infatti ciò che ha dentro si rivela essere un tumore, che porta alla sua morte in prigione.

Conclusioni

Questo libro ha decisamente superato le mie aspettative. La prosa in prima persona è meravigliosa, sempre scorrevole, e il libro mi ha catturato fin dalle prime pagine. Io ve lo consiglio assolutamente e sono sicura che acquisterò la copia fisica in uscita il 4 settembre. Non vedo l’ora di vederlo nella mia libreria!

Fathomfolk di Eliza Chan: una recensione in anteprima

Fathomfolk di Eliza Chan: una recensione in anteprima

Se siete appassionati di fantasy e seguite l’ambiente editoriale italiano, sono sicura che avrete sentito parlare di NeoN Libri, imprint nuova di zecca di Edizioni E/O dedicata alla narrativa fantastica e di genere.

NeoN Libri è il primo editore in Italia che ha deciso di investire sulla piattaforma NetGalley per la distribuzione di Advanced Reader Copy digitali, o eARC — copie in anteprima per i blogger, i recensori, i giornalisti e altri addetti ai lavori. Per saperne di più vi consiglio di dare un’occhiata al profilo Instagram di NeoN e in particolare a questo post in cui vengono spiegate le motivazioni di questa scelta.

Detto questo, ringrazio tantissimo NeoN Libri e NetGalley per avermi fornito la copia in anteprima di Fathomfolk di Eliza Chan, in uscita il 4 settembre. È la prima volta che ricevo una copia in anteprima da una casa editrice e sono elettrizzata!

Un fantasy dalla premessa originale

Fathomfolk è un romanzo fantasy, debutto dell’autrice Eliza Chan, che ha riscosso grande successo oltreoceano. 

Il libro è ambientato a Tiankawi, enorme città semi-allagata in cui gli umani vivono in cima, al sicuro, e le creature marine, come sirene, kelpie, kappa, draghi acquatici, sono costrette a vivere nelle acque inquinate sottostanti, private dei propri poteri. 

La storia è incentrata su tre protagoniste principali: Mira, una mezza sirena che lotta per i diritti delle creature marine; Nami, una giovane aristocratica esiliata dalla sua famiglia; Cordelia, una strega marina disposta a tutto per emergere nella scena politica di Tiankawi.

Le tematiche trattate in questo libro sono indubbiamente importanti: prima di tutto la questione ambientale, poi il classismo e l’esperienza dei migranti che si ritrovano in una città che li respinge. L’autrice è stata molto brava a trattare queste tematiche così delicate e attuali.

Le descrizioni: un punto dolente

Il worldbuilding è complesso e sfaccettato, e l’ho apprezzato molto. Veniamo subito gettati in questo mondo sommerso, e inizialmente non è facile ambientarsi, anche per via dei numerosi termini come kumiho, chinthe, kelpie, kappa…

L’idea di una città sommersa ispirata alle metropoli asiatiche come Taipei e Singapore è davvero originale. Purtroppo l’autrice non riesce a renderle giustizia, complici le descrizioni scarne. Anzi, più che descrizioni, dovremmo parlare di mancanza di descrizioni, tanto che inizialmente non avevo idea di come immaginare la città e le creature marine che la abitano.

Le scene ambientate sott’acqua sono le più deludenti. L’idea mi piace tantissimo, ma la maggior parte delle volte non mi accorgevo nemmeno che l’azione si svolgesse sott’acqua. Una scena che mi ha lasciata perplessa è quella in cui Nami passa una serata in un locale sottomarino e beve dei drink: durante la lettura ho continuato a chiedermi come fosse possibile bere drink sott’acqua.

I personaggi

Mira è una mezza sirena ed è appena stata promossa a capitana delle guardie di frontiera. Insieme al fidanzato Kai, un drago acquatico che ricopre la carica di ambasciatore del popolo degli abissi, spera di poter sfruttare la nuova posizione per portare un cambiamento alle condizioni di vita delle creature marine. 

Nami, anche lei un drago acquatico come il fratello Kai, è un’aristocratica che viene esiliata dalla sua famiglia in seguito a un tentato furto. Arrivata a Tiankawi, capisce di volere un cambiamento, e più in fretta di Mira. Questo la porta ad avvicinarsi a un gruppo di estremisti, i Riflussi, che usano metodi violenti per conquistare i diritti del popolo degli abissi.

Ammetto che per almeno metà del libro ho continuato a confondere Mira e Nami. Sono due personaggi abbastanza simili, per certi versi, e interagiscono entrambe sia con Kai che con Trish, la madre di Mira. Ho fatto fatica a connettermi a entrambe, complici forse i veloci cambi di POV.

Cordelia, invece, una strega marina disposta a tutto per proteggere la sua famiglia, è il personaggio più interessante, moralmente grigio se vogliamo, anche se difficilmente ci si affeziona a lei. Sono rimasta affascinata dai suoi poteri di mutaforma e mi ha ricordato un po’ Ursula della Sirenetta.

Spoiler sul personaggio di Cordelia
All’inizio del libro c’è anche il POV di Serena, moglie di uno dei consiglieri più potenti di Tiankawi. Verso il 25% della lettura, scopriamo che Serena è in realtà Cordelia sotto copertura. Opinione assolutamente personale, ma questo twist non mi è piaciuto per niente. Non l’ho trovato ben costruito e non ho capito come Cordelia possa vivere una doppia vita così facilmente.

Per concludere…

In conclusione, questo libro sicuramente non fa per me, principalmente per le descrizioni scarne che non mi hanno permesso di immaginare le ambientazioni come avrei voluto e per i personaggi blandi, con cui non sono riuscita a connettermi. Nonostante questo, il worldbuilding è molto originale e interessante, ho adorato le creature marine (anche se avrei voluto saperne di più su di loro!) e i temi trattati sono attualissimi. È pur sempre un esordio e sono sicura che l’autrice tirerà fuori qualcosa di migliore in futuro. Faccio inoltre i complimenti a Laura Miccoli, che si è occupata dell’ottima traduzione. Bravissima!

Voi lo conoscevate? Fatemi sapere cosa ne pensate!

Il Depositario dell’Eco: recensione di un fantasy italiano

Il Depositario dell’Eco: recensione di un fantasy italiano

Il Depositario dell’Eco è un romanzo fantasy steampunk dell’autrice emergente Carlotta Martello. Seguivo la casa editrice Lumien da un po’ e ho voluto dare un’opportunità proprio a questo libro, un po’ attirata dalla copertina curatissima, un po’ per la promessa di una storia fresca con un’ambientazione originale.

Mi aspettavo quindi un libro ricco di avventura e misteri, che mi tenesse incollata alle pagine. Iniziamo con la recensione e vediamo se Il Depositario dell’Eco ha soddisfatto le mie aspettative!

La trama

La trama è originale e ricca di misteri e colpi di scena.

Il Depositario dell’Eco è ambientato seicento anni dopo la caduta dei Primi e della loro tecnologia. Nel frattempo, nuove città, stati e imperi sono rinati, ma senza ricordi del passato che i Primi si sono lasciati alle spalle. Ci troviamo quindi davanti a uno dei trope più comuni nella fantascienza: quello dei Precursors. Ammetto che non si tratta del mio trope di fantascienza preferito, ma ero curiosa di vedere come sarebbe stato sviluppato in un’ambientazione steampunk.

La storia inizia a Nova Londra, titanica città su più livelli, e segue le vicende del protagonista Kyle Blackburn. Di lui sappiamo che proviene dal Quarto livello, ma è costretto a vivere al Primo per saldare un debito con il Collettivo, un’organizzazione di criminali.

Durante l’ultimo colpo, Kyle ruba il prezioso anello della nobile Astrid St Clair. Il gioiello, però, riattiva un meccanismo nascosto che inietta a Kyle un veleno: voci costanti iniziano a infestargli la mente e visioni che non gli appartengono gli mostrano una realtà distorta. Solo Astrid St. Clair può aiutarlo a scoprire cosa gli sta accadendo e a trovare l’antidoto. Per farlo, Kyle dovrà seguirla in un viaggio alla ricerca di tre Chiavi.

Ambientazioni uniche

Le ambientazioni sono senza dubbio ben pensate e dimostrano al lettore di essere state studiate approfonditamente.

Nova Londra è una città verticale sviluppata su nove livelli, divisi per ceto sociale. Il primo livello è costruito sulle rovine di Londra e ospita criminali e mendicanti. Il quarto livello invece è abitato dalla borghesia e il nono dalla famiglia reale. Per muoversi si utilizzano ascensori ma non tutti i cittadini possono accedere ai livelli più alti.

L’idea è molto interessante, anche se i personaggi passano relativamente poco tempo a Nova Londra e la città non viene approfondita come avrei voluto; le descrizioni inoltre non mi hanno trasmesso molto. Questa città, potenzialmente ricca di scorci evocativi, ha faticato ad assumere una dimensione concreta nella mia mente.

Lo stesso accade per Parigi, in cui si svolge una parte importante della storia. Le descrizioni non sono così vivide come mi aspettavo e mi sono spesso ritrovata a immaginare ampie strade vuote, prive di vita.

Discorso diverso invece per Bashir e Atene che sono molto vivide, caratteristiche. L’autrice ha fatto un ottimo lavoro nel costruire queste due città e le popolazioni che ci vivono. I capitoli ambientati a Bashir e Atene scorrono benissimo e sono stati i miei preferiti in tutto il libro.

I personaggi

Oltre a Kyle, di cui vi ho già parlato, i personaggi più importanti sono Astrid e la sua guardia del corpo Alistair.

Astrid è una nobile, la classica burbera che si rivela un cuore di panna man mano che vai avanti con la storia. Non è il genere di personaggio che preferisco, ma è costruita bene. Alistair invece l’ho amato fin da subito. Ex soldato, ottimo combattente, farebbe di tutto per Astrid. Insieme a Kyle formano un trio formidabile.

Mega spoiler su un personaggio
Purtroppo il personaggio che più preferivo, Alistair, va incontro a una brutta fine. Non posso ancora perdonare l’autrice.

I punti deboli

Lo stile di scrittura è buono anche se penso che un’ulteriore revisione avrebbe potuto migliorarlo notevolmente. Alcuni passaggi risultano ripetitivi e ho notato un uso esagerato dei beat che rallentano i dialoghi e la narrazione in generale. Ma questa è più che altro responsabilità dell’editor.

Inoltre nell’ultimo capitolo viene risolto il mistero che circonda i Primi. Chi sono — anzi, erano — e perché sono così importanti? A cosa servono le Chiavi? Ecco, con “risolto” intendo che c’è uno spiegone di due pagine e ammetto di esserne rimasta un po’ delusa. È una spiegazione che salta fuori un po’ dal nulla e mi ha lasciata con grandi dubbi sul worldbuilding.

Spoiler spiegazione finale
C’era qualche hint nel corso del libro, per cui ovviamente i Primi sono la nostra società: nel 2126 la Terra è messa in ginocchio dalla sovrappopolazione e i governi decidono di rilasciare una sostanza che rende sterile ogni singola persona in età da riproduzione. Questa sostanza viene manomessa e scoppia la Piaga, che rende le persone immuni al dolore, violente, contagiose… Tutti si massacrano a vicenda e viene fondato un team di ricerca per tramandare le memorie ai posteri, in modo che venga realizzato un antidoto. Il fluido iniettato dall’anello non è un veleno, ma una sostanza che permette di vedere le memorie di una dottoressa del team di ricerca. Sarà lei a guidare Kyle sulla strada giusta.

Conclusioni

Per concludere, il primo capitolo della saga mi è piaciuto, e aspetto il secondo. La storia è avvincente, il worldbuilding ben costruito. Le ambientazioni mi sono piaciute moltissimo e non vedo l’ora di sapere cosa combinerà l’autrice con il prossimo volume.

Voi l’avete letto? Fatemi sapere nei commenti!

Babel, o la necessità della violenza: una recensione onesta

Babel, o la necessità della violenza: una recensione onesta

Babel è un romanzo di narrativa speculativa del 2022 dell’autrice statunitense RF Kuang. Ho finito di leggerlo da poco — si tratta di un tomo di 600 e passa pagine — e devo essere onesta, non mi ha fatto impazzire. Indubbiamente si tratta di un libro molto curato, ma se dovessi descriverlo in poche parole userei pedante e pretenzioso. Iniziamo con la recensione!

Un worldbuilding poco convincente

Il libro è ambientato nell’Inghilterra post napoleonica e l’autrice immagina che la rivoluzione industriale sia avvenuta grazie all’uso dell’argento. Il prestigioso Royal Institute of Translation, anche detto Babel, è il centro mondiale della traduzione e soprattutto della magia: la lavorazione dell’argento — l’arte di manifestare il significato perduto nella traduzione usando lingotti d’argento incantati — ha reso i britannici ineguagliabili in termini di potere, poiché l’arcano mestiere serve alla ricerca di colonizzazione dell’Impero.

Il potenziale c’era tutto. Il problema è che l’autrice manca di inventiva nel creare un mondo originale. A parte aver inserito l’argento, tutto è uguale al vero Impero Britannico. Il sistema magico è molto interessante e ben pensato, ma non ha grosse conseguenze sulla società e sul modo di vivere delle persone che vivono in questo mondo.

Ma di cosa parla Babel?

Difficile raccontare la trama in poche righe. Robin Swift, orfano a causa del colera a Canton, viene portato a Londra dal misterioso professor Lovell. Qui studia per anni latino, greco antico e cinese, in vista del giorno in cui si iscriverà al prestigioso Royal Institute of Translation dell’Università di Oxford, noto anche come Babel.

A Babel Robin conosce gli altri studenti del suo corso: Ramy di Calcutta, Victoire di Haiti e Letty, figlia di un ammiraglio inglese. Lì imparano che l’efficacia della traduzione delle lingue europee in inglese sta diminuendo e che le lingue “esotiche” come il mandarino, il creolo haitiano e l’arabo sono considerate il futuro della magia della traduzione.

Robin viene poi contattato da Griffin, che fa parte di Hermes, un’organizzazione segreta il cui scopo è quello di sabotare Babel, rubando l’argento, i libri, gli strumenti per minare al potere dell’Impero. Griffin spiega a Robin come Babel sfrutta le lingue delle nazioni straniere solo per consolidare il dominio dell’Impero Britannico su di esse.

La trama è abbastanza noiosa e sembra non partire mai veramente, almeno fino all’ultima parte del libro, diciamo 75%, quando effettivamente succede qualcosa. L’unico personaggio che ha davvero un’evoluzione è Robin, il protagonista. Gli altri rientrano tutti nel binomio buoni (se facenti parte di una minoranza) o cattivi (se bianchi). Un pessimo modo per trattare tematiche etniche.

Le tematiche

Il libro ci va giù molto pesante sui temi del colonialismo e del razzismo. Il mio cruccio è che l’autrice tratta il lettore come se fosse ingenuo, come se non fosse in grado di capire il messaggio. Complici anche le numerosissime note. Il messaggio è sacrosanto, perché Babel ci parla dei danni del colonialismo, ma non mi ha convinto il modo in cui lo fa: troppo didascalico e pedante.

Inoltre Babel non fa solo danni ai paesi sottomessi, ma anche ai lavoratori delle classi sociali più povere, ma il tema della lotta di classe è molto trascurato. Ci sono infatti proteste dei lavoratori anche davanti alla facoltà e i protagonisti ne rimangono indifferenti. Si potevano trattare entrambi gli argomenti, perché sono comunque strettamente collegati.

Per concludere…

Tutto fumo niente arrosto.

Il sistema magico è sicuramente intrigante. Non essendo un’addetta ai lavori, ammetto di non aver colto tutte le sfumature, ma è davvero particolare e ben costruito, e se vi interessano le lingue sicuramente vi piacerà. Per il resto, questo libro non mi ha convinta.